Storia

 La storia narra che nel 1270 Gualtiero da Nicosia, dell’antica famiglia Lusignano di Cipro, si recò a Bologna per motivi di studio e che durante il soggiorno sposò una nobile fanciulla bolognese. Di qui ha inizio la casata degli Isolani che devono dunque il loro nome alle origini cipriote.

La dinamicità e l’industria della famiglia non si limitano a racconti passati ma tuttora caratterizzano la vita dei discendenti che, memori della loro storia e desiderosi di mantenere l’intraprendente indole familiare, sono oggi impegnati in molte e diverse attività che sfruttano il patrimonio che la loro lunga storia ha donato loro. In quest’ottica è nata l’attività di Isolani Meeting grazie alla quale le splendide residenze della famiglia sono aperte per accogliere eventi, in perfetta continuità col passato in cui gli Isolani erano soliti organizzare feste sfarzose e ospitare ospiti di calibro imperiale.

 

Palazzo Isolani

 Affacciato su Piazza Santo Stefano (anche conosciuta come Piazza delle Sette Chiese), Palazzo Isolani offre da secoli i propri portici ad una delle più incantevoli passeggiate bolognesi. Ma il complesso architettonico di cui Palazzo Isolani costituisce il fulcro, nasconde ben altre ricchezze al suo interno.

Le sale settecentesche del Piano Terreno, oggi destinate agli esclusivi eventi di Isolani Meeting, sono riccamente affrescate, decorate con tappezzerie damascate e arredate con quadri e mobili della famiglia. I ritratti degli Isolani e della famiglia del Re di Napoli Giacomo Murat, con cui gli Isolani si imparentarono nel primo Ottocento, donano un’atmosfera di maestosa solennità alla location, ideale per ricevimenti, matrimoni, cocktail e pranzi di gala ma anche congressi, eventi aziendali, seminari, workshop e conferenze stampa.

Corte Isolani è un piacevole passaggio coperto che attraversa Palazzo Isolani congiungendo due fra le più suggestive arterie bolognesi: Strada Maggiore e Piazza Santo Stefano. Inaugurata nel 1999 in occasione del restauro a cura dell’architetto Marina di Mottola, la Corte mantiene intatto il complesso intreccio di cortili e androni interni, oggi adibiti a piacevoli ed eleganti punti di svago e di ristoro per i passanti.

 

Villa Isolani alla Quaderna

 Immersa nel verde di un parco che si estende per oltre sette ettari, la Villa costituisce la storica residenza di campagna della famiglia Isolani. Tutta la struttura, improntata allo stile neoclassico bolognese, ha subito un profondo rinnovamento nel 1805, in occasione della visita di Napoleone a Bologna. La villa fu ampliata delle due ali laterali e il grande parco, prima in stile settecentesco bolognese, fu trasformato, su progetto del celebre architetto e paesaggista Sambuy, in squisito parco romantico caratterizzato da macchie di bosco e sentieri sinuosi.

Questa natura prorompente, selvaggia, ma mai disordinata, costituisce la scenografia perfetta per matrimoni all’aperto, ricevimenti di nozze, pranzi e cene di gala estive, cui l’ampia tensostruttura, che può ospitare fino a trecento persone, fornisce un comodo riparo.

Non solo appuntamenti romantici ma anche convegni, congressi, conferenze, concerti e qualsiasi altro evento che volete rendere indimenticabile.

La villa offre inoltre al suo interno sei sale affrescate nello stile “pompeiano che possono ospitare fino a duecento ospiti seduti. Per eventi di importanti dimensioni, come grandi convention o balli, matrimoni e ricevimenti, è possibile allestire ulteriori gazebo per ospitare fino a duemila persone.

 

Rocca Isolani di Minerbio

 Rocca Isolani, costruita nel Trecento, porta impresse su di sé le tracce della storia. Ricostruita nel Quattrocento a seguito di un incendio, nel 1527 venne saccheggiata dai Lanzichenecchi imperiali sulla strada del Sacco di Roma e perciò fu immediatamente rimaneggiata e ampliata con l’adiacente Villa, su disegno del Vignola, per ospitare nel 1530 l’imperatore Carlo V in occasione della sua incoronazione a Bologna. Gioiello della Rocca è l’elegante Colombaia, progettata anch’essa dal Vignola, che si sviluppa su un eccezionale piano inclinato in forma elicoidale.

L’interno della Rocca schiude ai visitatori un tesoro inaspettato: gli affreschi di Amico Aspertini, realizzati fra il 1538 e il 1542, che impreziosiscono la Sala di Marte, la Sala dell’Astronomia e la Sala di Ercole. Le tre sale della Rocca di Minerbio hanno costituito il punto di eccellenza dell’importante mostra dedicata all’opera di Amico Aspertini, inaugurata a Bologna nel 2008, anno dell’apertura al pubblico degli affreschi.

La Rocca, con i suoi vari e straordinari scenari, è location raffinata e appropriata per importanti eventi sia privati che aziendali: convention, congressi, concerti, conferenze, matrimoni e ricevimenti privati, anche di grandi dimensioni.

Vari, e diversificati a seconda delle esigenze, sono gli ambienti adatti ad accogliere ospiti:

le sei sale interne possono accogliere  fino a duecento persone sedute; la splendida Corte Rinascimentale di oltre quattrocento metri quadrati, può ospitare all’interno della Rocca tavoli per trecento persone sedute; il vastissimo parco, inoltre, offre la possibilità di usufruire di una tensostruttura di millecinquecento metri quadri e di ospitare così nel cosiddetto “Prato delle Fiere”, fra gli alberi secolari, oltre duemila persone sedute.

A dominare l’ingresso su Strada Maggiore, una delle vie principali di Bologna medievale, si trova il portico di Casa Isolani, una delle testimonianze più interessanti dell’architettura romanico-gotica bolognese, è caratterizzato da alte strutture in legno e segna l’inizio di Corte Isolani, un passaggio coperto che unisce due fra le aree più monumentali di Bologna.

Il complesso dei palazzi Isolani, ristrutturato e inaugurato nel 1999, appartiene ancora oggi alla famiglia che gli dà il nome. Attraversando cortili e atri sui quali si affacciano negozi, uffici e residenze si giunge a Piazza Santo Stefano.

La storia narra che nel 1270 Gualtiero da Nicosia, dell’antica famiglia Lusignano di Cipro, si recò a Bologna per motivi di studio e che durante il soggiorno sposò una nobile fanciulla bolognese. Di qui ha inizio la casata degli Isolani che devono dunque il loro nome alle origini cipriote. Famiglia di mercanti, principalmente di seta, gli Isolani si affermarono ben presto sullo scenario politico ed economico bolognese. Nei primi anni del 1400 Jacopo Isolani, già membro del Consiglio Generale e partecipe del Collegio dei dottori della città, fu nominato da papa Giovanni XXIII cardinale diacono e gli furono dati i poteri di vicario generale dello Stato Pontificio ottenendo così grande influenza a Bologna e non solo. L’importanza della famiglia crebbe ulteriormente prima acquisendo il titolo di gonfalonieri di giustizia e poi ottenendo, da papa Leone X, quello di Senatori (1505). Con la loro influenza crebbero anche la ricchezza e i possedimenti, così all’originaria casa mercantile in Strada Maggiore (1210), si aggiunsero prima Palazzo Isolani, ereditato dai Lupari (1671), e poi il confinante Palazzo Bolognini (1842) formando così un’unica proprietà tra Strada Maggiore e Piazza S. Stefano che ad oggi costituiscono Palazzo Isolani e Corte Isolani. Oltre alle proprietà cittadine gli Isolani acquisirono nel 1401, grazie alla nobile famiglia degli Sforza, il feudo di Minerbio; qui oltre all’originaria Rocca fortificata costruita ancor prima dell’ottenimento del feudo, troviamo oggi la Villa, progettata e costruita dal Vignola per ospitare l’imperatore Carlo V in occasione della sua incoronazione a Bologna nel 1530 e rifinita in seguito da Triacchini. L’operosità e l’influenza degli Isolani proseguono nel corso della storia: feudatari di Minerbio fino a metà del ‘700, furono ancora per lungo tempo gonfalonieri di giustizia e senatori di Bologna ed ebbero un ruolo di primo piano all’interno del Regno Napoleonico prima e del Regno d’Italia poi, come dimostrano Alamanno Isolani, senatore gonfaloniere di giustizia e membro di spicco del Regno Napoleonico (date) e Francesco Isolani, senatore del Regno d’Italia (date). Grazie a quest’ultimo poi la famiglia ampliò ulteriormente i suoi possedimenti con l’acquisizione, in seguito al matrimonio con la contessa Tattini, dell’attuale Villa Isolani nei pressi di Bologna. La dinamicità e l’industria della famiglia non si limitano a racconti passati ma tuttora caratterizzano la vita dei discendenti che, memori della loro storia e desiderosi di mantenere le vecchie tradizioni familiari, sono oggi impegnati in molte e diverse attività che sfruttano il patrimonio che la loro lunga storia ha regalato loro. In quest’ottica è nata l’attività di Isolani Meeting grazie alla quale le splendide residenze della famiglia sono aperte per accogliere eventi, in perfetta continuità col passato in cui gli Isolani erano soliti organizzare feste sfarzose e ospitare ospiti di grande calibro come l’imperatore Carlo V. Con la stessa prospettiva di mantenimento e utilizzo ottimale del patrimonio familiare gli Isolani si impegnano da tempo ormai immemore nell’agricoltura dei loro terreni da cui ottengono molti e diversi prodotti in parte destinati al loro agriturismo, ben più recente ma non meno di ricco di suggestioni legate al passato, situato nella splendida collina di Monte Vecchio, antico possedimento familiare ubicato negli splendidi colli sopra Zola Predosa, nei pressi di Bologna. Vecchie carte, ritrovate negli archivi di famiglia, documentano che in queste terre gli Isolani solevano produrre vino per le proprie cantine sin dal lontano 1456 e fin da allora le botti non sono mai state vuote così che, accumulata esperienza e tradizione, gli odierni discendenti hanno deciso di commercializzare il vino prodotto. Da questa decisione è nato il vino chiamato Montevecchio Isolani, prodotto di qualità DOC e per alcune varietà DOCG, è imbottigliato in numeri molto ridotti e ha vinto nel corso degli anni numerosi premi.